Con il termine “contemporaneo” ci si riferisce generalmente all’arte creata nel presente, all’arte quindi strettamente connessa alla vita di tutti i giorni, di cui noi stessi siamo testimoni spesso inconsapevoli.

Arte in movimento, in evoluzione, e per ciò stesso non facilmente catalogabile e storicizzabile, essendo in pieno e continuo svolgimento.

La difficoltà di definire criticamente l’Arte Contemporanea va considerata indubbiamente anche alla luce della mancanza di una scuola artistica prevalente riconosciuta da storici dell’arte, critici ed artisti.

Possiamo tuttavia indicare gli anni ’60 del secolo scorso come il punto di transizione dall’Arte Moderna a quella Contemporanea. A partire da quel periodo molte sono le correnti artistiche che si sono sviluppate, determinando lo sviluppo dell’arte stessa negli anni successivi: l’Arte Concettuale,la BodyArt, l’Optical Art, l’Arte Povera,la PopArt, per fare qualche esempio.

L’arte Contemporanea vede la nascita di opere prodotte mediante l’utilizzo di tecniche e linguaggi interdipendenti : pittura, fotografia, scultura, videoarte, performance, installazioni,  per citarne alcuni.

Tralasciando la pittura e la scultura, forme d’arte storicamente consolidate, e la fotografia, anch’essa oramai accettata pienamente, concentriamo la nostra attenzione sulla videoarte, la performance e l’installazione, di più recente “acquisizione”.

La videoarte, la cui origine è datata negli anni ’60, è un linguaggio artistico fondato sulla creazione e riproduzione di immagini in movimento attraverso l’utilizzo di video.

Complice un crescente sviluppo tecnologico, la tradizionale tecnica artistica viene rifiutata a favore della sperimentazione di nuovi mezzi, mettendo così in discussione il concetto stesso di opera d’arte, e travalicando gli usuali schemi espressivi.

La performance, invece, nata negli anni ’70, è una forma artistica nella quale l’opera è costituita dall’azione di un individuo o di un gruppo, in un luogo particolare e in un momento particolare.

In altre parole essa può essere data da una qualsiasi situazione in cui sono coinvolti quattro elementi base: tempo, spazio, il corpo dell’artista e la relazione che viene a stabilirsi tra artista e pubblico. Ciò in netta contrapposizione alla pittura ed alla scultura, ove l’opera è rappresentata da un oggetto.

L’installazione è un genere di arte visiva sviluppatasi anch’essa a partire dagli anni ’70.

Trattasi di un’opera d’arte, anche tridimensionale, che comprende media, oggetti e forme espressive di qualsivoglia tipo “installati”in un determinato ambiente.

Soggetto principale della precitata tecnica artistica è il fruitore: scopo dell’installazione, difatti, è quello di sollecitare la percezione dello spettatore, “coinvolgendolo”nell’opera d’arte stessa sino a farlo divenire parte integrante del lavoro.

Lascia un Commento