Tra le tendenze artistiche più recenti, presenti nel panorama dell’arte contemporanea, si distinguela Transavanguardia.

Nato nei primissimi anni ’80, è un movimento artistico italiano che propugna il recupero della figurazione e della tradizione pittorica, arricchito da atteggiamenti ispirati all’ironia ed al citazionismo.

Vede i suoi tratti distintivi nel ritorno alla manualità, e nella totale assenza da qualsivoglia norma, ideologia o potere da parte dell’artista, che è libero di adottare, di volta in volta e di opera in opera, stili diversi, all’insegna dell’eclettismo.

Il temine “Transavanguardia”, volutamente ambiguo ed anomalo, è coniato dal critico Achille Bonito Oliva, ed ha come protagonisti un quintetto di artisti: Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Nicola De Maria e Mimmo Paladino.

Soffermiamo la nostra attenzione sul promotore del movimento artistico in esame.

E’ difficile, se non impossibile, racchiudere e sintetizzare in poche righe l’intensa vita ed attività di Achille Bonito Oliva, personalità di indubbio spicco e rilievo nel panorama artistico.

Nato a Caggiano, Salerno, nel 1939, dopo aver inizialmente aderito al noto Gruppo 63, con la pubblicazione di due raccolte di poesie legate a quell’esperienza intellettuale, si dedica poi con costanza e continuità alla critica d’arte, rivoluzionando il concetto stesso di critico, che viene così ampliato ed innovato.

Egli ritiene infatti che il critico non debba meramente sostenere una sola poetica o mediare tra l’artista ed il pubblico, come in precedenza, ma al contrario debba essere una fucina di idee affiancandosi all’artista con funzione creativa, senza giungere all’identificazione in un unico movimento artistico.

Curatore di numerose mostre, tra cui citiamo “Aperto ‘80”, del 1980, e “Transavanguardia italiana e americana”, del 1982, che decretarono l’affermazione dell’omonimo movimento artistico, Achille Bonito Oliva è anche prolifico autore di saggi teorici sull’arte. Ricordiamo “L’ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo”, del 1976; “La transavanguardia italiana”, del 1980, “Il sogno dell’arte. Tra avanguardia e transavanguardia”, del 1981; “Il tallone d’Achille. Sull’arte contemporanea”, del 1988; “Oggetti di turno: dall’arte alla critica”, del 1997.

E’ stato inoltre insignito di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio della critica “Flash Art International” (1982), il premio del giornalismo internazionale “Certosa di Padula” (1985), il premio internazionale per la critica d’arte “Valentino d’Oro”(1991), il premio “Europa Festival”di Locarno (1995), il premio “Festival di Giffoni Vallepiana” (1996), ed il premio “Fregene perla Saggisticae Critica d’Arte” (2000).

Dal 1968 vive a Roma, dove insegna Storia dell’arte contemporanea alla Facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza”.

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