Archivio di luglio 2012

Arte-Aperitivo America's Cup - Personale di Maria SabettiHappy hour artistico a Napoli venerdì 13 Marzo.

Presso “La Locanda del Nero”, in Via Chiatamone 53, a pochi passi dal lungomare partenopeo, l’artista Maria Sabetti, originaria di Bagnoli, ha inaugurato la sua personale con opere in terraglia e ferro, incisioni e dipinti ispirati al tema marino.

Fil rouge di questo evento svoltosi in occasione dell’America’s Cup a Napoli è stato infatti il mare, la sua forza e la sua immagine di libertà, da sempre vanto della città campana.

Ma non si è trattato del consueto happy hour abbinato ad un’esposizione: l’arte e il cibo si sono sposati perfettamente in questa iniziativa, coinvolgendo due forme artistiche diverse, quella artistica e quella culinaria.

Un modo certamente originale e innovativo per contribuire a rilanciare Napoli a livello internazionale, e per coinvolgere napoletani e turisti in visita alla città.

Una nuova forma di attrazione e di richiamo, che ha costituito un momento di svago, di incontro, di evasione, ma soprattutto, per il visitatore di turno, un modo per conoscere l’ottimo cibo e la straordinaria “vena artistica” napoletana, talvolta trascurata o poco incentivata.

La Locanda Del Nero, ristorante già noto ai “locali”, si è trasformato per qualche ora in una piccola galleria d’arte, in un piccolo tempio artistico, dove gli assaggi dei prelibati prodotti nostrani sono stati accompagnati dall’estro di Maria Sabetti, che ha trasmesso nelle sue opere l’amore e la passione per il mare, per i suoi colori e per quelli della sua terra natia, connotando pertanto l’esposizione di un forte attaccamento alle proprie radici.

I tanti eventi collaterali all’America’s Cup si sono quindi arricchiti di un’altra tappa, donando alla manifestazione sportiva tanto attesa in città un ulteriore motivo di slancio e di condivisione: sentimenti, questi ultimi, che hanno caratterizzato tutta la settimana dedicata a tale singolare evento.

Fino al 25 Aprile, presso il Reale Albergo delle povere di Palermo, in Sicilia, sarà visitabile la mostra “Artedonna: cento anni di arte femminile in Sicilia 1850 -1950”, un vero e proprio omaggio all’arte femminile, celebrata da 33 pittrici, attive nell’isola tra il 1850 ed il 1950, perchè nate in Sicilia in quel periodo, o perchè giunte per seguire i mariti che facevano ritorno alla terra natia.

Curata da Anna Maria Ruta, l’esposizione raccoglie 170 dipinti, tutti di grandi spessore, provenienti da collezioni private e pubbliche, che intendono ricostruire il percorso operativo delle signore dell’arte siciliana, all’interno di un periodo storico-culturale di grandi trasformazioni e mutamenti politici.

Citiamo le tele di Ida Nasini Campanella, O’Tama Kiyohara, Elisa Maria Boglinio, Herta Schaeffer Amorelli, Adelaide Atramblè e Carla Accardi, una delle capostipiti dell’arte contemporanea nazionale ed internazionale.

Un’esposizione, quella di”Artedonna”, irripetibile ed imperdibile, perchè mostra il contributo, spesso nascosto o trascurato, che le donne hanno dato all’arte.

Celebrate nel mondo della pittura come mogli devote, muse ispiratrici, o astute consigliere, sono state infatti spesso relegate ai margini a favore della più classica produzione artistica maschile.

Questa mostra, invece, riscatta ampiamente la categoria femminile, rendendo ad essa giustizia con dipinti rappresentanti donne e realizzate esclusivamente da donne: mogli, madri, figlie, amiche, colte nella loro quotidianità ma anche in momenti di festeggiamenti.

Sono affreschi di particolare intensità ed eleganza: sottolineiamo, ad esempio, “Autoritratto con cappello”, di Pina Calì, e “Raffaella al mare”, di Ida Nasini.

Tanta introspezione e intimità, fatta di sguardi pensosi o sfuggenti, di pose domestiche e braccia conserte.

“Artedonna”, allestita dall’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Sicilia e inserita nel cartellone del Circuito del Mito, è ospitata presso un ex convento settecentesco che un tempo accoglieva ragazze sole ed emarginate.

Decimo Parallelo Nord - Fotografia Contemporanea da India e SudamericaProseguirà fino al 29 Aprile la mostra “Decimo Parallelo Nord – Fotografie da India e Sudamerica”. Inaugurata il 18 Febbraio scorso presso l’ex Ospedale Sant’Agostino, a Modena, è promossa da Fondazione Fotografia e curata da Filippo Moggia.

L’esposizione presenta le ultime acquisizioni della collezione internazionale di fotografia contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, tappe di un percorso che dal 2008 sino ad oggi ha interessato l’Estremo Oriente, l’Europa dell’Est, il Medio Oriente e

l’Africa.

Mentre in Europa dilaga la recessione, India e Sudamerica – idealmente collegate dal decimo parallelo – vivono un periodo di intenso boom sia economico che artistico.

Seppur geograficamente distanti, le due zone presentano numerosi punti in comune, riscontrabili in questo confronto fotografico: osservando le opere, infatti, le differenze culturali si annullano, “fondendosi” proprio nel Decimo Parallelo Nord.

Forti ed intense sono le similitudini, sia tematiche che formali, perché approcciano con disinvoltura e senza pesantezza argomenti spesso dolorosi, restituendo tuttavia assai delicatamente – capacità, quest’ultima, sicuramente rara – pensieri ed emozioni, “catturandoli” in immagini.

Oltre cento opere presenti in questa esposizione, per 22 artisti:

Samanta Batra Metha, Nikhil Chopra, Priyanka Dasgupta, Amar Kanwar, Farina Salma Alam, Ketaki Sheth, Sudarshan Shetty, Dayanita Singh, Raghubir Singh, Vivan Sundaran (tutti provenienti dall’India);

Claudia Andujar, Adriana Bustos, Luz Maria Bedoya, Matias Duville, Laura Glusman, Parco Pando, Ishmael Randall Weeks, Sara Ramo, Rosangela Rennò, Mauro Restiffe, Sebastian Szyd, David Zink Yi (tutti provenienti dal Sudamerica).

L’ex Ospedale Sant’Agostino è sorto per volere del Duca d’Este Francesco III nel 1753.

Rimasto in funzione per oltre due secoli, è stato poi riqualificato tra il 2007 ed il 2008 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che lo ha trasformato in un “nuovo luogo della cultura”, progetto, quest’ultimo, che rappresenta una delle iniziative di recupero più importanti realizzate a Modena.

Filin, Fotografias De CubaIl 22 Marzo è stata inaugurata, presso l’Instituto Cervantes di Napoli, in collaborazione con la galleria D.A.F.N.A., la personale di Ana Gloria Salvia, dal titolo “Filin, fotografias de Cuba”.

L’artista, nata a Holguin, Cuba, nel 1973, attualmente vive e lavora a Parigi, conosciuta nel 1998 e nella quale si trasferisce nel 2000, perché travolta dal fascino e dalla magia della città.

Dopo aver frequentato un Master in Lingua, Letteratura e Civiltà Romanza alla Sorbona, si dedica completamente all’arte; espone al Centro di Arte Contemporanea della città di Holguin nel 2010, e nell’anno successivo presso la galleria D.A.F.N.A., sita in Napoli.

Nella mostra “Filin, fotografias de Cuba”, visitabile fino al 26 Aprile, l’artista cubana presenta un ciclo di foto, sia a colori che in bianco e nero, e un video, realizzati a Cuba tra il 2010 ed il 2012.

Il filin – termine che nasce dall’inglese feeling – è il meno noto, ma più profondo dei generi musicali cubani.

E’ sentimento, sensibilità e amore, elementi, questi che pervadono l’animo di Ana Gloria Salvia, che “cattura” nei suoi scatti l’essenza delle sue origini, della sua terra natia.

L’obiettivo fotografico viene adoperato per il profondo desiderio di “cristallizzare”, di “intrappolare” la realtà, imprimendola negli occhi e nel cuore.

Sia una narrazione che una tecnica quasi pittorica trapela infatti dalla personale di questo giovane talento, che cerca con le sue opere di capire Cuba, di “viverla”.

Attraverso il percorso espositivo, il visitatore entra in contatto con una cultura diversa, quella ispanica, e ne introita le sensazioni e le suggestioni, lasciandosi emozionare.

La sala mostre dell’Instituto Cervantes, sito in Via Nazario Sauro 23, è un’istituzione creata dallo Stato spagnolo nel 1991 per promuovere e diffondere la lingua e la cultura spagnola, e per favorire lo sviluppo degli scambi culturali in tutto il mondo.