Archivio di maggio 2012

Winter: Work in Progress - Sandy SkoglundIl 31 Marzo, presso la Galleria Paci Contemporary a Brescia, si è inaugurata la mostra

“Winter: work in progress”di Sandy Skoglund.

L’artista, nata in Massachussetts nel 1946, ha studiato arte e storia dell’arte, specializzandosi poi in regia e arti multimediali. Trasferitasi a New York, ha iniziato a lavorare come artista concettuale, entrando in contatto con svariate tecniche artistiche.

Pioniera della Staged Photography, realizza opere a metà strada tra fotografia ed installazione che necessitano di diversi anni di progettazione e costruzione prima di poter essere immortalate in largo formato con una fotocamera.

Il lavoro esposto presso la Paci Contemporary costituisce parte di un macro progetto iniziato nel 2008 ed avente ad oggetto le quattro stagioni (Four Seasons), rappresentate mediante paesaggi artificiali, simbolo della psiche umana mutante al mutare delle stagioni.

Detto progetto, che ha visto già la realizzazione, nel 2008, di Fresh HybridLa fresca Primavera – emblema dell’innocenza perduta, terminerà nel 2013, ed avrà come location la stessa Paci Contemporary.

In “Winter: work in progress” Sandy Skoglund unisce la manipolazione calda della materia e dell’argilla alla realizzazione fredda di immagini digitali, i cristalli di neve.

Gli Eyeflakes , gli occhi – fiocchi, così come definiti dall’artista, “intrappolano”gli occhi fotografati, di persone ed animali, ed il tutto è fuso in una singola mattonella di ceramica, tappeto di Winter.

Nella “fissità” degli occhi si riflette la coscienza dell’uomo, l’intimità più profonda, l’io interiore di ciascun essere vivente.

L’opera presenta inoltre “Shimmering in Madness”, un’installazione caratterizzata da tante piccole farfalle colorate, che si muovono sul muro, e da caramelle sul pavimento: il risultato è un suggestivo coinvolgimento sensoriale da parte dello spettatore.

Il progetto artistico di Sandy Skoglund e le sue “magiche” installazioni saranno ospitate alla Paci Contemporary sino al 9 Giugno prossimo.

Carlo Valsecchi Mostra

Si è conclusa lo scorso 26 Febbraio la mostra “Carlo Valsecchi. San Luis”, che ha presentato al pubblico 36 opere fotografiche realizzate in Argentina tra il 2007 ed il 2008.

Classe 1965, Carlo Valsecchi è nato a Brescia ed ha al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive sia in Italia che all’ estero.

Partendo da un accurato lavoro di ricerca e di analisi su tracce, segni e spostamenti umani ed animale su di un territorio sconfinato, il fotografo italiano ha realizzato una serie di scatti  che hanno un’anima e una storia.

Campi arati ma anche spazi aperti che non hanno mai ricevuto opera umana, canali di irrigazione, rettilinei stradali, sono al centro di questa mostra che ha voluto significare il rapporto tra spazio mentale e spazio fisico.

Protagonista indiscusso di questo progetto dunque il paesaggio, che emoziona, coinvolge, fa riflettere. Con la fotografia la forma si fa precisa e il colore assoluto.

Si stabilisce quindi un’interazione tra il prodotto artistico e il visitatore, che crea un “canale comunicativo”, un tramite per sviluppare il senso visivo e renderlo oggetto di osservazione e comprensione. Ancora una volta, dunque, si conferma la polivalenza dell’arte, intesa nel suo significato più omnicomprensivo, fatto di mille volti e sfaccettature.

E la fotografia intesa come arte e non solo come documentario conferma al riguardo la concezione del MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, che ha ospitato il suddetto percorso espositivo.

Fondato nel 1987, il MART rappresenta una grande istituzione dedicata all’arte moderna e contemporanea.

Ospita ampie collezioni che spaziano dall’800 sino ad oggi, comprendenti dipinti, sculture, oggetti e materiale documentario, accanto alle quali si sviluppano numerose attività e servizi.

Una realtà dinamica e di forte impatto, pertanto, che offre alla società grandi progetti in nome dell’ARTE.

Domus Ars

Un nuovo polo culturale ha aperto i battenti a Napoli lo scorso Dicembre.

Si tratta di Domus Ars, luogo di produzione artistica in tutte le sue forme, che ospita concerti, spettacoli teatrali, reading, laboratori, convegni, mostre tematiche con esposizioni pittoriche e fotografiche. Un nuovo spazio, dunque, in una cornice di tutto rispetto, il centro storico della città.

Diretto da Carlo Faiello, Domus Ars sorge all’interno della suggestiva Chiesa di San Francesco delle Monache, in Via S. Chiara, a pochi passi da Piazza del Gesù, una delle piazze simbolo di Napoli.

Di origine trecentesca, la Chiesa fu dotata nel 1629 di veste barocca, soffitto cassettonato ligneo e una serie di dipinti attribuiti ad Andrea Malinconico, di cui purtroppo non rimane traccia. Sono invece presenti la transenna in piperno e ferro battuto ed il portale in marmi policromi realizzati tra il 1749 ed il 1751 da Crescenzio Tronchese.

Una location imbevuta di storicità quindi, che si presenta nel panorama culturale della città napoletana come una nuova vetrina, capace di veicolare le energie creative e produttive verso una rivalutazione delle forme artistiche, intese in un’accezione squisitamente omnicomprensiva.
Ricordiamo, a tale proposito, che si è da poco conclusa l’esposizione di Nicoletta Prandi, giornalista freelance e fotografa, avente ad oggetto il muro che divide Israeliani e Palestinesi, con l’invito a riflettere sulle barriere interne di ciascuno di noi.Tantissimi gli eventi organizzati entro le mura della Chiesa di origine medioevale: a cominciare da “I giorni delle Calende”, che ha avuto luogo nella giornata inaugurale del centro, e poi a seguire concerti, spettacoli di danza, mostre collettive di pittura e fotografia.

Ma il calendario di Domus Ars è destinato ad arricchirsi ancora. Una serie di appuntamenti da non perdere, tutti da scoprire.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.domusars.it.

GAS - Gagliardi Art System

Nata a Torino nel 2003 da un’idea dell’imprenditore Pietro Gagliardi, la Galleria Gas si basa su un concetto di “approccio multiplo” all’arte, che abbraccia le più svariate forme artistiche, dalla pittura e scultura, al marmo, all’elettronica, al digitale.

Ubicata nel centro della città, era inizialmente sorta in Corso Vittorio Emanuele II, ma esigenze di maggiori spazi hanno reso necessario un trasferimento della sede espositiva in Via Cervino 16, in un’ex area industriale.
Uno spazio – laboratorio, dunque, che apre le porte all’arte in tutte le sue sfaccettature, per un proficuo e scambievole beneficio.Si tratta di una location non convenzionale, che travalica la concezione di galleria in senso stretto, e si veste oltre che degli spazi espositivi, di un’area produttiva a disposizione degli artisti, e di un vasto magazzino ove le opere possono essere viste anche senza che ci sia una mostra in corso.

Il quartiere vivace e dinamico dove sorge la struttura, insieme alla passione ed al vivo interesse per l’arte contemporanea, uniti ad una efficace comunicazione visiva, rendono la galleria estremamente interessante per gli appassionati del genere e non solo.

Due le mostre attualmente presenti. Fino al 24 Marzo è possibile visitare la personale del fotografo tedesco Ralf Kaspers, e Le Macchine svelate di Michelangelo Castagnotto.

Il primo realizza una serie di insieme ordinati di bachi e mosche, locuste e teste di gallo, peli tubolari e file di denti vecchi, bossoli di proiettili e lingotti d’oro, per significare l’umanità, la vita e la morte.

Il Castagnotto, invece, muove dalla premessa secondo cui l’opera d’arte custodisce al suo interno una potenzialità espressiva. L’estetica dell’opera stessa può essere intesa come momento di incontro e discussione, tra arte e spettatore.

Due mostre particolari e sicuramente oggetto di riflessione.