Archivio di settembre 2011

L’arte di Filippo De PisisLa vena artistica di Filippo De Pisis, pseudonimo di Luigi Filippo Tibertelli, grande pittore italiano della prima metà del 900, si manifestò quando ancora adolescente, inizio a comporre poesie, molto apprezzate dai critici del tempo. Non deve quindi stupire che De Pisis, nato nel 1896 a Ferrara, già a 20 anni fosse conosciuto per le sue opere letterarie, poiché certi talenti artistici iniziano la loro produzione di pari passo con l’acquisto della consapevolezza e la conoscenza del mondo che li circonda.

L’incontro con la sua vera musa ispiratrice, la pittura, avvenne agli inizi degli anni ’20 in Italia, salvo poi affinarsi e acquisire maggiore profondità, anche di sentimento e compartecipazione all’opera nei successivi anni ’30. E’ in tale periodo, che De Pisis trascorse a Parigi (culla in quegli anni delle maggiori correnti dell’impressionismo europeo tra le due guerre) che la sua pittura assume i connotati propri di quelli che furono i suoi componimenti letterali adolescenziali. Una pittura composta d’impressioni visuali quasi sempre accennate, che si rifanno alle maggiori opere degli impressionisti francesi, rielaborate tuttavia in una chiave che potrebbe definirsi di malinconica poesia, la stessa vena di malinconia degli scritti della sua giovinezza.

Significativo ma anche sintesi del suo particolare modo di vedere la vita e di conseguenza l’arte, è il suo ciclo pittorico composto dalle famose “nature morte marine”. Dipinte tra il 1924 e il 1927, in questa fase della sua opera, De Pisis estrinseca tutta la sua ammirazione, risentendone nel contempo di tutto il suo influsso, per il grande artista francese, Edouard Manet, del quale non solo ricalca l’uso della gamma di colori presenti nella tavolozza, ma anche il modo stesso di dipingere. L’impiego di tinte calde, quasi poetiche, come il rosso laccato, il giallo dorato, l’ocra e le infinite gamme del verde unito a pennellate larghe, ampie e ben distribuite sono già arte a prescindere dalla rappresentazione vera e propria, che comunque ribadisce una poeticità di fondo con elementi appena accennati, lasciando allo spettatore una sensazione di contenuti tale da riempiere di significato l’esperienza visuale.

E’ forse proprio il segno utilizzato da De Pisis, definito dal Montale come “pittura a zampa di mosca” il tratto maggiormente caratteristico della sua pittura, che non subì interruzioni di sorta nemmeno nell’ultima fase della sua vita quando una malattia lo costrinse a un lungo immobilismo ospedaliero. In tale fase, il processo creativo dell’artista, lungi da subire una battuta d’arresto, continuò ad evolversi sino all’apice finale, con il successo ottenuto dalle sue opere alle Biennali veneziane del 1948 e del 1954.

Tutti coloro che si intendono di arte sono a conoscenza di quanto sia importante l’arte contemporanea e l’arte moderna. Queste due forme di arte sono quelle più vicine ai nostri tempi, e hanno determinato la creazione di tecniche completamente nuove di fare arte.Al giorno d’oggi, l’arte è un argomento che non riguarda più solo quelle persone che hanno la possibilità di elargire cifre esose in questo settore o che sono degli alti critici dell’arte che comprendono il senso implicito dell’opera stessa.

Oramai l’argomento “arte” riguarda tutte le persone, tutti coloro che amano questa vera e propria scienza e che sono realmente intenzionati ad abbracciare tutte le varie forme che presenta. In più, considerato questo aspetto, non bisogna sottovalutare il fatto che la vendita quadri è considerata una nuova forma di investimento; l’arte è stata riscoperta, rivalutata e quindi riportata al suo vero valore, anche grazie a questa sua caratteristica.Guardando la nostra situazione odierna, non possiamo non notare come il vendere quadri mediante l’utilizzo delle rinomate gallerie d’arte contemporanea e gallerie d’arte moderna sia diventato sempre più complicato; lo stesso concetto di “galleria d’arte” diventa una teoria quasi astratta in un mondo oramai profondamente segnato dalle mode e dai cosiddetti design, per non parlare del fenomeno della globalizzazione, che ha praticamente permesso che il mercato artistico nazionale venisse letteralmente invaso da opere provenienti dal mondo intero.Il tal modo, tutto questo ha portato verso un valore prettamente economico che l’arte rappresenta, abbandonando purtroppo il pregio artistico, storico ed estetico, virtù portanti dell’arte in generale.

Di per sé, le gallerie d’arte moderna sono anche difficili da organizzare, anche avendone la possibilità: si parte dagli incontri con gli artisti, si passa all’organizzazione generale della mostra, proseguendo poi con i comunicati stampa per rilasciare informazioni relative all’apertura della galleria e gli incontri con i vari giornalisti inviati in questi luoghi in cui l’arte è di casa, per terminare il tutto con le comunicazioni alle case d’asta per la vendita quadri.

Tuttavia, il fatto che possa essere complicato costituire dall’inizio una galleria d’arte non è un problema che va ad influire negativamente sul carattere dell’artista, ma bensì lo influenza in maniera “positiva”. Infatti poiché l’artista per creare ogni volta un’opera diversa ha bisogno di nuovi stimoli che lo aiuteranno a superare se stesso, le difficoltà che egli incontra per organizzare una mostra in una galleria d’arte lo spingeranno alla ricerca di fattori sempre nuovi che lo incoraggeranno a dare il meglio di sé e di acquisire una sicurezza sempre maggiore di fronte a nuove esperienze nel campo artistico.In poche parole, la chiave di tutto è la volontà.

La volontà di un artista potrà sormontare senza il minimo dubbio sia i problemi derivanti dalle interminabili procedure che ci vogliono per aprire una galleria d’arte che consentirà la vendita quadri, sia la ricerca dei giusti contatti con i mass media e gli sponsor utili per diffondere velocemente tutte le informazioni relative all’evento artistico.