Archivio di luglio 2011

Spesso si sente citare l’espressione “arte contemporanea” in occasione di mostre, eventi o, ancor più semplicemente, nei servizi radiotelevisivi, senza che si abbia però una chiara conoscenza in cosa veramente significhi questa definizione. Sono molti, infatti, coloro i quali associano l’arte contemporanea unicamente alle forme espressive della pittura e della scultura tipiche degli artisti odierni, senza conoscere invece che nell’arte contemporanea rientrano, a pieno diritto, tutte le opere che riguardano anche altri generi artistici come ad esempio le installazioni, la fotografia, i video e la musica. E’ indubbio che vi sia dunque una scarsa chiarezza di fondo riguardo ciò che è arte contemporanea e ciò che non lo è. Al fine di fornire degli elementi di conoscenza per poter ben comprendere il fenomeno dell’arte contemporanea in tutte le sue accezioni, vediamo dunque di elencare alcune nozioni di facile ed immediata comprensione che ci possano fornire una panoramica generale dell’arte contemporanea.

In primo luogo, da un punto di vista cronologico, è necessario comprendere che con la definizione di arte contemporanea si indicano tutte quelle forme artistiche nate dopo la rivoluzione francese, la suddivisione è, schematicamente questa, dalle prime testimonianze umane alla scoperta dell’America si parla di arte Antica, dalla scoperta dell’America alla rivoluzione Francese o, eventualmente al Congresso di Vienna, si parla di arte Moderna, da quel momento ad oggi, di arte Contemporanea. Tuttavia non mancano dubbi, pareri diversi ed equivoci su modernità e contemporaneità, tutti comunque concordano sul definire arte contemporanea, aldilà di ogni dubbio, quella prodotta dalla fine degli anni ’60 del secolo XX° (a partire quindi dai movimenti artistici nati dalla “rivoluzione” giovanile del 1968) e che giungono fino ai nostri giorni. In tale quadro, è opportuno evidenziare che alcuni studiosi preferiscono parlare di arte “postmoderna” piuttosto che di arte “contemporanea”. Tuttavia, tale dicitura è da rifiutare in quanto le specificità e la natura dell’arte contemporanea sono tante e tali da rendere troppo riduttiva una loro definizione con la semplice collocazione cronologica riferita alla forma d’arte che le ha precedute (il modernismo, appunto). Inoltre, tenuto conto che ancora ai giorni nostri esiste una forte corrente d’arte postmodernista non si capisce bene come si possa definire l’arte contemporanea come “post” a qualcosa che ancora sussiste.

Un secondo elemento caratteristico dell’arte contemporanea è la sua multiforme capacità di presentarsi all’occhio dell’osservatore sottoforma di rappresentazioni artistiche fatte con oggetti e modalità che difficilmente potevano essere utilizzate in tempi precedenti per produrre arte, sia per la loro recentissima invenzione, sia per la loro consueta e diversa destinazione d’uso. Pensiamo ad esempio a due fra le forme d’arte contemporanea maggiormente conosciute: la musica digitale e la video arte. La prima è stata inventata solo da pochi anni (il compact disc risale infatti agli anni ’90), mentre la seconda non è che una rivisitazione e un utilizzo in chiave artistica del supporto video, che sebbene conosciuto da oltre un secolo, solo con l’arte contemporanea ha trovato una sua forma di utilizzo in chiave specificatamente artistica.

armando de stefano al panArmando De Stefano inizia la sua carriera artistica da ragazzo, durante la seconda guerra mondiale, quando a Napoli disegnava personaggi famosi di Colonnelli e militari americani. Si iscrive a 15 anni all’Accademia e avrà tra i suoi più illustri maestri anche Emilio Notte. Nel ’47 inizia la sua vera carriera e insegnerà all’Accademia di Belle Arti Bellini di Napoli nel ruolo di docente, darà vita al famoso “Gruppo Sud” influenzando l’arte partenopea in modo radicale e profondo.
Diventa da subito un celebre disegnatore e pittore riconosciuto in tutt’Italia. Lavorerà a Milano con il Gruppo Sant’Erasmo e negli anni sarà acclamato come grande artista nello scenario Europeo.

Oggi Armando De Stefano è il più grande pittore napoletano conosciuto a livello internazionale, le sue opere sono presenti nei maggiori Musei Nazionali tra cui il museo di Capodimonte a Napoli, Museo di Chieti, al Museo in Palazzo d’Avalos a Vasto, a Giulianova, a Milano, al museo di Firenze, alcune opere si trovano al museo Puskin di Mosca, molte a New York nella collezione Ernst Kahn, alla fondazione Marschall Field di Chicago e nella collezione del museo di Durazzo in Albania.

Tra le varie numerose mostre istituzionali ricordiamo di recente, nel 2009, l’esposizione di una sua personale al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, nella prestigiosa location dove sono passati i migliori artisti internazionali. Armando De Stefano pur essendo un pittore figurativo, anche se con punte iniziali di un figurativo astratto, è pur sempre un pittore di arte contemporanea che verrà chiamato da importanti istituzioni a realizzare  opere istituzionali importanti tra cui un imponente affresco nella sala del rettorato all’Università di Napoli.

Alcune delle sue Opere sono presenti anche al prestigioso Istituto di Studi Filosofici di Napoli. Nel 2011 insieme a Mario Persico sta preparando un progetto espositivo per una importante mostra al muse d’arte contemporanea MADRE.